Stagione 2006/07

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Maria Caramia superstar!!!

    19 dicembre 2006

Ventidue reti in tredici partite ufficiali tra campionato e coppa Italia; almeno un gol segnato in ogni gara fin qui disputata tranne una (contro il Sessano). Sono i numeri stratosferici di Maria Caramia, numero 10 e punta di diamante della Vis Francavilla, squadra che sta dominando il campionato femminile di serie B, girone D dall’alto di nove vittorie consecutive su altrettante partite giocate, con 37 gol realizzati, 9 incassati e (tanto per non sottrarsi alla regola del 9) nove punti di margine sulla seconda in classifica, L’Aquila. E’ lei, l’attaccante nata a Taranto 24 anni fa e residente a Carosino, la protagonista indiscussa di questa prima parte di campionato, oltre che capocannoniere incontrastata. Vederla giocare è uno spettacolo, perché non si limita solo a finalizzare il gioco della squadra: Maria lotta, recupera palloni, sa fare (quando serve) reparto da sola, imposta, suggerisce. L’opportunismo, il fiuto del gol, la tecnica, la classe, lo scatto, la progressione ne fanno probabilmente la miglior calciatrice dell’intero panorama pugliese ad ogni livello. A vederla in campo, dà la sensazione di provenire da un contesto diverso e superiore rispetto a tutte le altre, tanto netta appare la differenza con le avversarie. E allora, spontanea sorge la domanda: perché Maria Caramia non gioca e non ha mai giocato in serie A?

«La risposta è molto semplice, sono troppo attaccata alle mie radici e non ho mai voluto allontanarmi da casa, cosa che sarebbe stata indispensabile per giocare in A. A 18 anni, ad esempio, ho detto di no alla Lazio, ma le offerte dalla massima serie non sono mai mancate. L’ultima, subito prima che iniziasse questo campionato, proveniva dall’Agliana, formazione toscana di A1».

Questa è Maria Caramia, ragazza semplice, rimasta umile nonostante il suo enorme talento ed i consensi che sta unanimemente ricevendo da tutta la Puglia calcistica. Una ragazza che non si monta la testa, che ai palcoscenici del calcio che conta ha sempre anteposto e preferito altri valori, su tutti la famiglia e gli affetti più cari coltivati nella sua Carosino. Rinunciando, perché no, ad un’ipotetica chiamata in Nazionale, un’eventualità che non sarebbe affatto peregrina se lei calcasse i campi di serie A. Tutto ciò, ovviamente, fa la fortuna della Vis Francavilla, che ha potuto beneficiare della vicinanza (circa un quarto d’ora di strada) con Carosino, particolare che ha influito nella scelta di vestire la casacca biancazzurra, ma non solo:

«Quello che maggiormente mi ha spinta a scegliere Francavilla è la stima per il dirigente responsabile Angelo Passaro. E’ una persona eccezionale, che conosco da tanti anni, da quando ho mosso i primi passi nel calcio a 5. Mi ha vista crescere, anche se da avversario».

 

Ricostruiamo un po’ la tua carriera.

«Prima della Vis, si è svolta con un’unica squadra, l’International Taranto, con la quale per i primi cinque anni ho giocato a calcio a 5; poi, dopo aver vinto il campionato italiano UISP, col presidente decidemmo di passare al calcio a 11. Dalla serie C fummo subito promosse in B e da allora è stata un’alternanza di retrocessioni e promozioni, tra C e B».

 

Questa Vis Francavilla neopromossa, partita per una tranquilla salvezza, sta sbalordendo tutti: si va alla pausa natalizia con 9 punti di vantaggio sulla seconda.

«Onestamente, in partenza non mi aspettavo che potessimo ottenere risultati simili. Credevo di venire qui e giocare per la permanenza, e invece… mi sembra di vivere un sogno. Gara dopo gara, stiamo dimostrando di non essere una meteora o una semplice sorpresa, ma abbiamo sempre più la conferma che siamo davvero competitive. Abbiamo battuto squadre forti come Lecce, Porto S. Elpidio, Ascoli e Chieti. A questo punto non possiamo più nasconderci, credo proprio che abbiamo tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo, anche se è giusto predicare prudenza e mantenere i piedi per terra».

 

Eppure, almeno sulla carta, la concorrenza si prospettava quanto mai agguerrita.

«Sì, in effetti tante squadre hanno in rosa più di qualche giocatrice che ha militato in A. Noi, invece, siamo mediamente una squadra inesperta, e la maggior parte di noi ha giocato quasi esclusivamente a livello regionale. Se avessi dovuto fare un nome tra le avversarie, prima dell’inizio del campionato avrei detto l’Ariete Chieti, ma i fatti mi hanno dato torto perché è parecchio attardata in classifica. Ora c’è L’Aquila che è risalita al secondo posto, ma obiettivamente mi verrebbe da dire che in questo momento solo noi stesse potremmo complicarci la vita con rilassamenti o cali di tensione che saremo attente ad evitare».

 

Negli ultimi due turni avete battuto nettamente le più immediate inseguitrici in classifica. Qualcosa vorrà pur dire…

«E’ stata una grandissima soddisfazione, dapprima espugnare Trepuzzi e poi sconfiggere addirittura per 7-0 il Porto S. Elpidio. Chi si aspettava un risultato così rotondo? Le marchigiane erano in salute, reduci da tanti risultati utili. E’ la riprova che siamo davvero forti, che tutto funziona al meglio, compreso l’affiatamento, lo spirito di gruppo, l’organizzazione. Anche atleticamente sembriamo molto più preparate rispetto alle avversarie: corriamo fino al 90° con la stessa intensità del primo minuto».

 

Tatticamente, con l’arrivo di Giovanna Fiorella, sei meno isolata in avanti.

«Sì, prima del suo arrivo giocavo quasi da unica punta, con Marika Lacalaprice alle spalle. Con Fiorella, invece, siamo passate ad un 4-3-1-2, in cui lei fa da prima punta e Lacalaprice da trequartista. Personalmente, con questo modulo mi trovo meglio: Fiorella mi dà una grossa mano in attacco ed io sono anche più libera di svariare».

 

Com’è il tuo rapporto con Francavilla?

«Mi sto trovando benissimo con la città e con tutto l’ambiente, sto ricevendo un sacco di soddisfazioni. E’ una gran bella piazza e per la prima volta nella mia carriera, quest’anno sto avendo a che fare con una vera società di calcio con la S maiuscola, organizzata in tutto».

 

Quali sono le tue preferenze riguardo all’universo calcistico maschile?

«La mia squadra del cuore è la Juventus, anche se i miei idoli giocano altrove, ovvero Kakà e Ronaldinho».

 

E i tuoi hobbies?

«Su tutti, fare shopping, stare in compagnia degli amici e soprattutto insegnare ai bambini della scuola calcio».

 

Il tuo ricordo calcistico più bello.

«Fino a questo momento, la vittoria del campionato italiano di calcio a 5 UISP col Taranto nel ’98. Ma mi piace anche ricordare il primo gol che segnai dopo il gravissimo infortunio (rottura dei legamenti crociati anteriori di entrambe le ginocchia, n.d.r.) proprio al rientro contro la Roma. In quella partita trovai il coraggio di vincere il primo contrasto e subito dopo andai a segno».

 

Una curiosità la dice tutta sul tuo valore assoluto, senza distinzione di sesso.

«In effetti, a 12 anni, nel 1993/94, giocai il campionato Esordienti maschile con la scuola calcio dell’U.S. Carosino, e fui capocannoniere tra i maschietti. Dopo quella soglia di età, poi, uomini e donne non possono più giocare insieme. Proprio i dirigenti della Stella Jonica Carosino maschile, che gioca in Promozione, mi contattano spesso per prendere parte con loro alle partitelle del giovedì».

 

Il tuo sogno?

«Giocare sì in serie A, ma arrivandoci con la maglia della Vis».

On line dal 2 agosto 2007

 

 

 

 

 

 

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